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Il segno della fovea è una fossetta transitoria più o meno profonda che si forma premendo la punta di un dito su di un tessuto per alcuni secondi.
Tale termine deriva dal latino “fodere” che significa scavare.
Si preme per 20 secondi sulla regione corporea che si vuole esaminare.
Il segno viene considerato positivo se rimane una fossetta più o meno profonda che entro pochi minuti tende a regredire.
In parole molto semplici, premendo si causa uno spostamento di liquidi laterale rispetto alla pressione con conseguente formazione di un avvallamento.
Nel momento in cui la pressione viene tolta, i liquidi tornano lentamente nella situazione iniziale.
Per quanto riguarda gli edemi degli arti inferiori solitamente si testa a livello delle caviglie nelle zone retro malleolari.
Negli arti superiori, tale segno può essere ricercato sul dorso della mano o sull’avambraccio.
La fovea può essere comunque valutata in ogni distretto corporeo.
Chi ha subito un trauma o un intervento chirurgico, chi soffre di linfedema, chi soffre di scompenso cardiaco o renale.
La positività del segno è spesso indice di un edema facilmente reversibile, non necessariamente recente.
Una positività importante può dare indicazione di un edema che risponderà in modo veloce alla terapia decongestiva complessa.
Con il cronicizzarsi della patologia linfatica, tale segno tende a diventare negativo in quanto i tessuti tendono a fibrotizzarsi andando verso un consistenza “meno liquida”.
È bene affrontare il linfedema con le giuste terapie quando la componente liquida è ancora presente.
La fovea è una delle condizioni che vengono clinicamente valutate dal medico per stabilire lo stadio del linfedema.
Secondo il THE EUROPEAN JOURNAL OF LYMPHOLOGY vengono riconosciuti 4 stadi di linfedema:
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